Benvenuto a chiunque è alla "ricerca di senso nel quotidiano"



mercoledì 31 luglio 2013

"Etica cristiana e misericordia nelle parole di Bergoglio" di Enzo Bianchi

Dicevano i rabbini che Dio ha una capacità che noi umani non abbiamo: quella di dimenticare i peccati che commettiamo, dimenticarli perché cancellati e, dunque, considerati come non commessi. Noi possiamo perdonare, ma non dimenticare; Dio invece, quando perdona i peccati, li dimentica. È dunque nella tradizione sia ebraica che cristiana proclamare che la misericordia di Dio è infinita, che Dio condanna il peccato, il male commesso, ma non vuole né la morte né la condanna del peccatore. Anche Gesù di Nazareth – secondo un brano evangelico che ora troviamo al capitolo 8 del Vangelo di Giovanni, ma che nella chiesa antica ha faticato a trovare una collocazione certa e documentata, a causa del messaggio scandaloso che conteneva – di fronte a una donna sorpresa in flagrante adulterio disse: “Donna, nessuno ti ha condannata? Neanch’io ti condanno! Va’ e non peccare più!” (Gv 8, 10-11). È in fedeltà a questa “buona notizia” che papa Giovanni, nell’enciclica Pacem in terris cinquant’anni fa affermava che non bisogna “mai confondere l’errore con l’errante” e che “l’errante è sempre e anzitutto un essere umano e conserva, in ogni caso, la sua dignità di persona” e va quindi trattato con misericordia e compassione.
Da quando ha assunto il ministero petrino, papa Francesco proclama la buona notizia cristiana per eccellenza, il vangelo che è molto semplice: Dio è amore universale infinito, il suo amore non necessita di essere meritato, la sua misericordia vuole raggiungere tutti gli uomini, tutti peccatori, cioè responsabili di un cattivo vivere e operare. Perché questo messaggio di papa Francesco sorprende, scandalizza, turba e intriga? Dobbiamo ammetterlo: perché abbiamo alle spalle decenni di intransigenza cattolica e, negli ultimi tempi, un’alzata di tono e un moltiplicarsi di voci nella chiesa cariche di severità, esigenti, tese a un ministero di condanna che sembrava assorbire in sé tutto il messaggio cristiano..In verità non c’è alcun mutamento sostanziale nel magistero papale: Giovanni Paolo II ha esaltato la misericordia attraverso un’enciclica e addirittura l’istituzione di una “domenica della misericordia” e Benedetto XVI sempre ha messo al centro della sua predicazione questo amore-carità che è l’ultima definizione del Dio narrato da Gesù Cristo...

Mi sia permesso di confessare che chi come me, come tanti monaci, dedicano la maggior parte del loro tempo all’ascolto degli altri, se ascoltano veramente anche Dio, avvertono la responsabilità di annunciare l’amore di Dio che non deve mai essere meritato, la responsabilità di essere misericordiosi come lo è il loro Padre che è nei cieli. Chi non giudica non sarà giudicato, chi fa misericordia otterrà misericordia: queste sono parole di Gesù, non del papa. 
È in questa comprensione del vangelo che papa Francesco ha detto all’episcopato brasiliano: “serve una chiesa capace di riscoprire le viscere materne della misericordia. Senza la misericordia non è possibile inserirsi in un mondo di ‘feriti’ che hanno bisogno di comprensione, di perdono, di amore”.


GMG Rio2013 - Via Crucis (testi, foto e video) - 26 luglio 2013


26 Luglio 2013 

Papa Francesco pianta una Croce gloriosa nel cuore dei giovani

Rio ha vissuto un'altra giornata memorabile, culminata con la Via Crucis sul lungomare di Copacabana

Miserando atque eligendo. Fedele al suo motto episcopale, ma fedele soprattutto al valore salvifico della “sesta feria”, così come in Brasile chiamano il venerdì, Papa Francesco si è dedicato in mattinata al ministero della confessione di tre ragazzi e tre ragazze di cui tre brasiliani, un venezuelano e un italiano.
La “diaconia della speranza” del vescovo di Roma, che conferma i fratelli nella fede e presiede nella carità, si è poi incarnata nelle piaghe esistenziali di cinque giovani detenuti, rappresentanti di una età che non poteva lasciare nessuno escluso dalla festa odierna in vista del banchetto nel Regno.
E’ per questo che in questi giorni si eleva forte per le strade di Rio l’inno che recita: “Juntos ao Cristo com Papa Francisco!”
Il piccolo grande eroe della mattinata, tuttavia, è stato un bambino di nove anni.
Mentre il corteo papale costeggiava il suggestivo parco della Quinta de Boa Vista, un bambino di nove anni con la maglietta di calcio della Seleçao ha scavalcato le transenne, senza indugi si è avvicinato alla bianca jeep e, accolto affettuosamente da Papa Francesco gli ha sussurrato all’orecchio: “Ho un messaggio importante per lei… Voglio diventare sacerdote!”
A quel punto il Papa si è visibilmente commosso, lo ha stretto al suo petto e a sua volta gli ha detto: “Il tuo sogno incomincia a realizzarsi oggi. Pregherò per te, ma tu prega per me”.
Con le gambe tremanti e le mani sul volto per la commozione e l’emozione il ragazzino è ritornato dal suo papà, fiero e allegro ancora più del figlio, per questa impresa unica.
All’ora dell’Angelus, dopo la recita della preghiera mariana, Papa Francesco ha nuovamente rivolto un pensiero della sua allocuzione agli anziani nel ricordo liturgico della festa dei SS. Gioacchino ed Anna, nonni di Gesù, genitori della Vergine Maria.
E’ arrivato poi il momento del pranzo con dodici giovani, cifra simbolica dei dodici apostoli ed evocazione dell’Ultima Cena che fu la prima Eucarestia.
Il pomeriggio, oltre ogni previsione, una fiumana di giovani, oltre il milione, ha seguito la Via Crucis.

Guarda il video del percorso

Papa Francesco ha nuovamente percorso il lungomare e benedicendo e baciando dei bambini, poco prima di arrivare al palco ha preso tra le sue mani la piccola Sara, una bambina di pochi mesi con una grave malattia.
La giovane mamma era visibilmente commossa, non solo e non tanto per il fatto che i Papa avesse benedetto la sua piccina, quanto per la certezza, in virtù della sua fede, che la sua bambina ha ricevuto il miracolo atteso, è guarita grazie alla benedizione del Papa. Fiera nel mostrare il rosario che Francesco ha regalato alla figlioletta in una confezione verde, colore della speranza, questa donna è la testimone della fede viva del Brasile ed è la rappresentante delle tante donne che soffrono per se stesse e per i figli, come Maria ai piedi della Croce.
Sull’Avenida Atlantica di Copacabana, a partire da un chilometro dal palco centrale, nella sera del venerdi avanzava la croce che Giovanni Paolo II consegnò ai giovani affinché la facessero viaggiare fino agli estremi della terra con la sua carica redentiva.
S. Leonardo da Porto Maurizio, che fu il grande promotore della devozione della Via Crucis, affermava che praticata costantemente avrebbe santificato un’intera parrocchia!
In uno scenario coreografico mozzafiato questa edificante espressione di pietà popolare si è manifestata alla parrocchia planetaria dei giovani che in questi giorni materializza a Rio de Janeiro.
Le quattordici stazioni, secondo l’idea del direttore artistico Ravael Cabral, sono state studiate per dialogare con i giovani. Ciascuna verteva su un tema legato alle domande esistenziali che i giovani si pongono: “un giovane missionario”, “un giovane convertito”, “un giovane in una comunità di recupero”, “una giovane portavoce di tutte le madri”, “un seminarista”, “una religiosa che lotta contro l’aborto rinnovando il suo sì alla vita”, “una coppia di innamorati”, “una giovane portavoce delle donne che soffrono”, uno studente disabile sulla sedia a rotelle”, “un giovane utente dei social network”, “un detenuto e un giovane coinvolto nella pastorale penitenziaria”, “un giovane malato terminale”, “un giovane sordomuto”.
Il testo preparato dai PP. Zezinho e Joaozinho, noti sacerdoti che catechizzano coi canti religiosi, non voleva rievocare semplicemente i problemi, ma incoraggiare i giovani a intraprendere azioni solidari cristiane.
E’ per questo che dopo l’ultima stazione, a pochi metri dalla croce delle GMG, Papa Francesco prendendo la parola con voce forte e ferma ha chiesto a ogni giovane: “Tu come sei? (…) Come Pilato - che si lava le mani per non andare controcorrente - o come il Cireneo e Maria che aiutano Gesù a portare la croce?”
Conquistando l’attenzione e la preghiera dei giovani nella “Terra di Santa Cruz” Papa Francesco ha piantato anche lui sulla spiaggia dei conquistadores un segno di amore che da strumento di morte è diventato strumento di vita in Gesù che condivide con noi la “Via Crucis” personale, grande o piccola che sia. (P. Alfonso M. Bruno, FI - Fonte Zenit)


Guarda il video del discorso di Papa Francesco

Leggi il testo integrale del DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO durante la VIA CRUCIS CON I GIOVANI

Guarda il video di tutto l'evento

Guarda il nostro precedente post (all'interno i link ai post precedenti):


martedì 30 luglio 2013

Piccoli gesti eloquenti... "La valigia di Francesco" di Enzo Bianchi

In partenza per Rio...
Sono in molti a parlare di nuovo di "primavera della chiesa" inaugurata da papa Francesco.
Chi ha vissuto la primavera annunciata da Pio XII nel maggio 1958 e inaugurata da papa Giovanni e dal concilio Vaticano II, non si aspettava più una nuova stagione ricca di speranza e di aperture. Soprattutto dopo gli ultimi due decenni. E invece? Anche questo va riconosciuto: papa Francesco ha acceso nei cuori un'attesa, delle speranze per una chiesa che si rinnova, che continua la sua incessante riforma.
Questo giudizio positivo e soprattutto questa attesa dipendono e da alcune parole e da alcuni gesti: come quelli compiuti ieri, che ci hanno mostrato per la prima volta un Papa salire la scaletta dell'aereo portando in mano la sua cartella, senza affidarla ai suoi collaboratori. Come se Francesco dicesse: nessuno deve portare un peso al posto mio. E poi atterrato in Brasile, è salito su una piccola utilitaria, una Fiat Idea, che era la macchina più piccola del corteo. Cominciamo, dunque, con i gesti. In quattro mesi non possono essere tanti, anche se quei pochi sono stati subito raccontati come "i fioretti di papa Francesco", perché semplici, eloquenti e anche singolari, come quelli del Poverello di Assisi. Eletto papa il 13 marzo, Francesco si è affacciato in piazza San Pietro e prima di impartire la benedizione apostolica al popolo, ha chiesto che il popolo invocasse per lui la benedizione di Dio e si è inchinato in un silenzio di adorazione a Dio, di preghiera a Dio, ma anche di profonda comunione. Questa azione di Francesco, che ha stupito e toccato i cuori di quanti nel mondo volevano conoscere l'identità del nuovo papa, va valutata in se stessa, come gesto suo personale, che appartiene al suo stile nell'esercizio del ministero pastorale.
Sì, con papa Francesco si è avvertito "qualcosa di nuovo oggi nel sole" (Giovanni Pascoli)… E così, senza maggiorare ma neppure dimenticare tale atto, occorre raccontare la sua volontà di semplicità, di cui i credenti avevano nostalgia fin dalla morte di papa Giovanni. La sua veste sobria, la sua croce pettorale non d'oro e non gemmata, la scomparsa del trono e di orpelli che ricordavano "i diritti della corona", il suo viaggiare in autobus con gli altri cardinali per fare ritorno a Casa Santa Marta, il suo sedersi alla tavola dei confratelli per i pasti senza pensare subito a una sua tavola e a suoi invitati, il suo salutare con entusiasmo e coinvolgimento negli abbracci e nelle strette di mano chi lo incontra, il suo linguaggio umanissimo: tutto questo ci ha dato una nuova immagine del vescovo di Roma...
Leggi tutto : "La valigia di Francesco" di Enzo Bianchi

... al rientro a Roma.
Durante la conferenza stampa tenuta sull'aereo in ritorno da Rio, Papa Francesco a proposito del contenuto della borsa di cuoio nera
«Sono salito sull'aereo portando la mia borsa perché sempre faccio così. Che cosa c'è dentro? Il rasoio, il breviario, l'agenda e un libro da leggere: ho portato un libro su Santa Teresina, della quale sono molto devoto. È normale portarsi la borsa, dobbiamo essere normali, dobbiamo abituarci a essere normali e sono un po' sorpreso del fatto che l'immagine della borsa abbia fatto il giro del mondo. Comunque non era la valigetta con la chiave per la bomba nucleare...».


GMG Rio2013 - Conferenza stampa in aereo durante il viaggio di ritorno dalla GMG (testi, foto, video e audio)

Francesco sul volo da Rio a Roma risponde a decine di domande, da quelle personali a quelle sui casi più delicati e scottanti

Un'ora e venti minuti, sottoposto a un fuoco di domande libere, non preparate. Una conferenza stampa vera e propria, alla quale ha voluto sottoporsi subito dopo il decollo, nonostante la stanchezza per la settimana trascorsa in Brasile. Papa Francesco ha sorpreso i giornalisti al seguito e non ha mancato di rispondere a tutte le richieste, anche le più delicate e spinose, dalla riforma dello Ior al caso Ricca, dalla lobby gay a Vatileaks fino al contenuto della borsa di cuoio nera che ha portato personalmente come bagaglio a mano imbarcandosi sull'aereo. 
Ecco gli appunti sulla conversazione che dimostra come Bergoglio si trovi assolutamente a suo agio con i giornalisti. È evidente che aveva deciso fin dall'inizio di fare la conferenza stampa non sul volo di andata ma su quello di ritorno. Per evitare che notizie e titoli centrati sulle parole dell'intervista potessero in qualche modo oscurare il viaggio in Brasile per la Giornata Mondiale della Gioventù. L'ennesima riprova del fatto che il nuovo Papa comunica benissimo e non ha certo bisogno di spin doctor...


Guarda il video con uno stralcio della conferenza stampa

Il quotidiano Avvenire ha caricato in rete l'audio integrale, 1 ore 20 muniti, della conferenza stampa di Papa Francesco sull'aereo che lo riportava in Italia. Anche se non è di ottima qualità (a causa del rumore di fondo dei motori dell'aereo) è possibile ascoltare chiaramente le risposte e gran parte delle domande, molte, rivolte al Santo Padre.



lunedì 29 luglio 2013

GMG Rio2013 - Confessioni, incontro con giovani detenuti e Angelus (testi, foto e video)

GMG Rio2013
26/7/2013

Papa Francesco ha iniziato il quinto giorno del viaggio in Brasile nelle vesti di semplice sacerdote. Nel parco 'Quinta da Boa Vista' ha infatti confessato cinque giovani, tre ragazze e due ragazzi, di lingua spagnola, italiana e portoghese.

Nello splendido parco "Quinta da Boa Vista" c'è una distesa di 50 confessionali bianchi dove i ragazzi ordinatamente si mettono in fila per aprire il proprio cuore con un sacerdote. Anche il Papa ha confessato cinque giovani. C'è poi una tenda di 600 metri quadrati per l'adorazione del Santissimo Sacramento. Ci si entra in punta di piedi perché qui si fa sul serio
Leggi tutto: La confessione è strategica per mettersi in gioco


... Quello che per i predecessori era un appuntamento abbastanza eccezionale - oltre che alla GMG il Papa solitamente confessava alcuni fedeli in San Pietro durante la Settimana Santa - per Bergoglio è invece un'abitudine che ha continuato a coltivare anche da arcivescovo e cardinale. Ogni anno, durante il pellegrinaggio della Vergine di Lujan, trascorreva l'intera notte confessando i fedeli, vestito da semplice prete, prendendo un caffè ogni tre ore per poi concludere con la messa delle sette del mattino...
Leggi tutto: Un Papa che confessa

Il pontefice ha quindi raggiunto in auto l'episcopio di Rio de Janeiro, accolto dall'arcivescovo mons. Orani Joao Tempesta.
All'interno del palazzo Francesco ha avuto mezz'ora di colloquio riservato con alcuni giovani detenuti.

Ognuno indossava la maglietta della Gmg e a ognuno il Papa ha fatto l'autografo sulla sua fotografia. Sono a tutti gli effetti ragazzi della Gmg, anche se con storie più dolorose degli altri. Otto minorenni, sei ragazzi e due ragazze provenienti da diversi carceri minorili dello Stato di Rio de Janeiro, si sono seduti in cerchio attorno a papa Francesco e hanno trascorso più di mezz'ora a conversare con lui. Francesco li ha voluti attorno a sè nella curia arcivescovile della grande città carioca. C'era anche un giudice responsabile delle strutture minorili, l'arcivescovo di Rio Orani Tempesta e un sacerdote e un laico incaricati della pastorale nelle carceri...

Alle 12, ora locale, si è affacciato al balcone centrale dell'episcopio per la recita dell'Angelus, che in Brasile è conosciuto col nome di "Ora di Maria". Prima della preghiera il pontefice ha tenuto un discorso, incentrato sulla festività odierna dei santi Gioacchino e Anna, venerati nella Chiesa cattolica come i nonni di Gesù. Francesco ne ha tratto lo spunto per richiamare i presenti al rispetto verso gli anziani, "importanti nella vita della famiglia per comunicare quel patrimonio di umanità e di fede che è essenziale per ogni società".

Guarda il nostro precedente post:
Al termine dell'Angelus il Papa ha salutato i 20 membri del comitato organizzativo ecclesiastico e i dieci sponsor benefattori della Gmg. Ha quindi raggiunto il salone rotondo dell’episcopio, dove, alle ore 13.00, ha pranzato con l’arcivescovo di Rio e con 12 giovani, un ragazzo e una ragazza per ciascun continente più un ragazzo ed una ragazza di nazionalità brasiliana, in rappresentanza di tutti i partecipanti alla XXVIII Giornata mondiale della gioventù.

Guarda il nostro precedente post (all'interno i link ai post precedenti):

GMG Rio2013 - Festa di accoglienza dei giovani sul lungomare di Copacabana (testi, foto e video)



GMG Rio2013 - Festa di accoglienza dei giovani sul lungomare di Copacabana (testi, foto e video)


GMG Rio2013
25/7/2013

Il Papa è giunto sul lungomare di Copacabana per la Festa di accoglienza dei giovani a Rio de Janeiro per la 28.ma Giornata mondiale della gioventù. Grande l'entusiasmo dei tantissimi fedeli presenti, oltre un milione. Il Pontefice è arrivato in elicottero dalla residenza di Sumarè. All'eliporto di Fort Caba - che ospita anche il Media Center con 6 mila giornalisti al lavoro - è salito sulla jeep scoperta e ha percorso lentamente i quattro chilometri fino al palco salutando, benedicendo, baciando i bambini. Con un giovane, come ha fatto tante altre volte in Piazza San Pietro, ha scambiato lo zucchetto bianco, indossandone uno un po' piccolo. Un altro giovane gli ha offerto il "mate", la tradizionale bevanda argentina molto amata dal Pontefice, e lui l'ha presa e ne ha bevuto un sorso per poi restituirla. 
Guarda il video


Durante l’incontro si è svolta una suggestiva rappresentazione intitolata “Rio de Fé” in cui 150 giovani hanno presentato artisticamente, con canti e scenografie, la vita quotidiana della “Città Meravigliosa”.
Dopo la rappresentazione artistica, cinque giovani in rappresentanza di tutti i continenti hanno salutato il Papa. Poi il Pontefice ha tenuto il suo discorso partendo dal brano del Vangelo che parla della Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor. 

Guarda il video

Sul lungomare del mondo di Copacabana Papa Francesco accoglie ufficialmente i giovani dei cinque continenti. "Benvenuti a questa grande festa della fede! In varie parti del mondo, in questo stesso momento, tanti giovani si sono radunati per vivere insieme questo momento: sentiamoci uniti gli uni con gli altri nella gioia, nell'amicizia, nella fede. E siate certi: il mio cuore di Pastore vi abbraccia tutti con affetto universale!" Papa Francesco saluta e da il benvenuto con queste parole ai giovani di tutto il mondo.

Ecco alcuni passaggi del discorso del Papa:














Guarda il video


GMG 2013 - L'evento si trasforma in esempio di Enzo Bianchi

GMG 2013 
L'evento si trasforma in esempio 
di Enzo Bianchi


Che le Gmg abbiano una rilevanza ecclesiale e mediatica eccezionale e capace di andare ben al di là dei loro destinatari primi, i giovani, è un dato ormai assodato. 
... 
Diversi osservatori, infatti, vedono un limite delle Gmg proprio nel loro essere eventi eccezionali: i giovani tornano nelle loro realtà ecclesiali e non trovano in esse la possibilità di sperimentare emozioni ed entusiasmi analoghi, finendo a volte persino per restare delusi dalla pochezza di iniziative che tentano di riprodurre l'intensità delle Gmg con eventi di dimensione ben più ridotta. E così una certa pastorale, giovanile ma non solo, rischia di scoprirsi incapace di convogliare energie e passioni nel vissuto concreto di una realtà parrocchiale e di attendere il ripetersi di eventi straordinari per sostenere l'ordinario della vita cristiana.
Ci sembra di poter dire, invece, che lo stile pastorale di papa Francesco ha tutti gli elementi per poter essere ripreso e applicato nelle realtà ecclesiali più semplici e normali e divenire così il modo ordinario di testimonianza della fede. Quale vescovo, infatti, non può a sua volta fermarsi a incontrare e scambiare due parole con i suoi fedeli, entrare nelle case dei più poveri della sua diocesi e prendere un caffè con loro, o visitare le carceri della sua città o abbracciare gli stranieri per far loro sentire che l'amore per l'umanità tutta vissuto da Cristo non conosce frontiere? E quale parroco o prete non può dal canto suo proporsi di incontrare e salutare ad una ad una le persone affidate alla sua cura pastorale, conoscerne le gioie e le sofferenze, seguirne il faticoso cammino quotidiano di ricerca di senso? E quale giovane non può impegnare le sue energie ad alleviare le sofferenze di chi gli sta attorno, convogliare il suo entusiasmo nel prendersi cura dei propri coetanei e dei più piccoli, dialogare con chi lo ha preceduto nel cammino di fede? E quale comunità cristiana non può «uscire per le strade», «andare nelle periferie», spogliarsi delle sue sicurezze, accogliere il diverso? .... (Enzo Bianchi)
Leggi tutto:
L'evento si trasforma in esempio di Enzo Bianchi


domenica 28 luglio 2013

Omelia di don Angelo Casati nella 17ª Domenica del Tempo Ordinario

17ª Domenica del Tempo Ordinario anno C
28 luglio 2013
omelia di don Angelo Casati



Gen 18, 20-21. 23-32
Sal 137
Col 2, 12-14
Lc 11, 1-13




E così, lungo la strada, dopo aver loro insegnato a provare tenerezza come il Samaritano, dopo aver loro insegnato a scegliere la parte buona che è: stare in ascolto, come Maria di Betania, quel giorno insegnò loro a pregare.
E la domanda del discepolo era stata esplicita: 
"Signore, insegnaci a pregare…".

Forse erano stati affascinati, conquistati da quel suo pregare, in silenzio. Forse il volto si era fatto luminoso come quello di Mosè nella montagna. E nessuno ardiva interromperlo.
Ma poi osarono: ogni "rabbi" aveva un suo insegnamento sulla preghiera; anche Giovanni aveva insegnato ai suoi discepoli a pregare.
"Signore, insegnaci a pregare…".

Insegnalo a noi. A noi che oggi abbiamo -così si dice- troppe cose da fare.
Narra un'antica storia:
"Quando il maestro invitò il governatore a praticare la meditazione -e questi spiegò che aveva troppo da fare- il maestro rispose: "Lei mi fa venire in mente un uomo che entra nella giungla con gli occhi bendati ed è troppo occupato per togliersi la benda". E quando il governatore addusse come scusa la mancanza di tempo, il maestro replicò: "È un errore pensare che la meditazione non può avvenire per mancanza di tempo. Il vero motivo è l'agitazione mentale"" (A. Mello, La preghiera della rana).
Insegnaci, Signore, a pregare.

E Gesù aprì e chiuse il suo insegnamento sulla preghiera con una parola carica di evocazione: "Padre", "Abbà", la parola con cui tu chiami Dio.
Dicono gli esegeti che "nella moltitudine delle preghiere giudaiche non si trova un solo esempio, non uno, di vocativo "abbà" riferito a Dio" (J. Jeremias).  
...

Leggi tutto:
omelia di don Angelo nella 17ª Domenica del Tempo Ordinario


sabato 27 luglio 2013

"Un cuore che ascolta - lev shomea' " - n.30 di Santino Coppolino

Rubrica
'Un cuore che ascolta - lev shomea'
"Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)
Traccia di riflessione sul Vangelo della Domenica
di Santino Coppolino



Vangelo:  Lc 11,1-13




"Signore, insegnaci a pregare", è l'invocazione di uno dei discepoli di Gesù e quella dei discepoli di ogni tempo e luogo: "Ed egli disse loro: quando pregate dite: Padre."
Gesù non ci comunica una formuletta da aggiungere alle tante altre presenti già nella preghiera di Israele; egli ci consegna il suo tesoro più prezioso, la ragione unica della sua vita e della nostra, il suo respiro: 
IL PADRE
Dio è Padre dice Gesù, non è il Signore terribile che annienta e distrugge i peccatori, ma un Padre amorevole e tenero che si prende cura e custodisce ogni suo figlio "come la pupilla del suo occhio"(Dt 32,10), che non si stanca mai di cercarci, che non si addormenta mai "non prende sonno il custode di Israele" (Sal 121,3-4), che non ci abbandona alla morte, che "al suo prediletto Egli dà il pane nel sonno" (Sal 127,2). Egli spezza per noi il pane della Parola dell'Evangelo nel Figlio Gesù, perché abbiamo forza per affrontare il cammino dietro di lui verso Gerusalemme, ci dona lo Spirito Santo, la Sua stessa Vita, perché anche noi possiamo vivere, amare, perdonare così come Egli vive, ama, perdona ognuno di noi prima ancora che glielo domandiamo, come Gesù, il Figlio Amato, ci ha mostrato.


GMG Rio2013 - Incontro al "Palácio da Cidade" - Visita alla Comunità Varginha [Manguinhos] - Incontro con i giovani argentini (testi, foto e video)

GMG Rio2013
25/7/2013

Alle 9,45, ora locale, il Pontefice si è recato al "Palácio da Cidade" di Rio de Janeiro, dove è stato accolto all'ingresso d'onore dal sindaco Eduardo Paes. Nel salone centrale dell'edificio Francesco ha incontrato alcuni atleti particolarmente rappresentativi dello sport brasiliano tra cui Zico e Neymar. Dopo essersi affacciato dal balcone, ha ricevuto dal sindaco le chiavi della città e ha benedetto le bandiere ufficiali dei giochi olimpici e paraolimpici, esposte sui loggiati laterali. Oltre ai mondiali di calcio del 2014, infatti, il Brasile ospiterà nel 2016 anche la XXXI edizione delle Olimpiadi. 
A ricordo di tale evento al pontefice è stata regalata la prima maglietta dei prossimi giochi.
Francesco ha approfittato dell'evento per lanciare un tweet sullo sport:
Che lo sport sia sempre uno strumento di scambio e di crescita; mai di violenza e di odio. #Rio2013 #JMJ
Lasciato il "Palácio da Cidade" il Papa ha raggiunto Varginha, che fa parte della più ampia “favela” di Manguinhos. Dal 2012 Varginha è definita una realtà "pacificata" a seguito delle numerose operazioni di lotta al narco-traffico e di promozione sociale. Durante il percorso in jeep Francesco ha salutato più volte le persone, assiepate lungo i bordi delle strade, e baciato numerosi bambini.
“Non pensavamo che il Papa venisse qui”. È grande la sorpresa degli abitanti della comunità di Varginha, la favela visitata da Papa Francesco in uno dei quartieri più malfamati di Rio. La zona è soprannominata “La striscia di Gaza” a causa della forte presenza di criminalità e per l’uso di crack. Un cartellone appeso su un palo dà il benvenuto al Pontefice: “Bienvenido a nossa comunidade Papa Francisco”. È dalle cinque di mattina che gli abitanti lo aspettano, pregando e cantando. 
Arriva nella favela Varginha, la «Striscia di Gaza» di Rio de Janeiro, con la sua utilitaria targata SCV1: l'auto più piccola è diventata l'ammiraglia del corteo papale. S'avventura a piedi tra le baracche, noncurante della pioggia, avvolto e quasi travolto dall'incontenibile affetto della gente.
Nessun protocollo, nessuna etichetta, pochi preti al seguito, tante persone comuni. Abbraccia chiunque, ascolta tutti, si lascia tirare da una parte e dall'altra. Riceve doni, magliette colorate, fotografie. Asciuga le lacrime della mamma che tiene tra le braccia una bambina gravemente handicappata avvolta in una coperta rosa. 
Le immagini della visita del Papa nella favela, dove vivono oltre 1550 persone, comunicano l’entusiasmo travolgente dei fedeli. Al suo arrivo, il Papa, appena sceso dalla Jeep, è stato accolto da una missionaria della carità che gli ha messo al collo una ghirlanda di fiori. La prima tappa della sua visita è stata rivolta alla piccola cappella della favela, la parrocchia di São Jerônimo dove Francesco ha benedetto l’altare: una costruzione molto simile alle baracche in legno e mattoni che la circondano che opera come un faro di luce che da anni si prende cura dei più giovani. Ci sono anche le suore di Madre Teresa che dal 1962 vivono nella favela, povere tra i poveri. Successivamente, Papa Francesco è entrato dentro la casa di una famiglia. 
Erano sette le famiglie sorteggiate per essere visitate dal Papa, scelte per alcune situazioni particolari: la nascita di due gemelline, la presenza di una donna anziana di 82 anni, una famiglia con tanti figli. 
“È una grande emozione che Papa Francesco venga qui a benedire le nostre case - dicono gli abitanti -. Ci aspettiamo che l’attenzione mediatica data da questa visita faccia anche migliorare le nostre condizioni di vita”. Imponente è il servizio d’ordine, anche se l’atmosfera a Varginha è serena e gioiosa. 
Il Papa si è trattenuto per circa 15 minuti all'interno della baracca in cui, ha visitato una famiglia. In un ambiente di 4 metri per 4, ha riferito il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, erano radunate più di 20 persone. Francesco ha preso in braccio e benedetto ognuno dei bimbi presenti. Tutti insieme adulti e bambini hanno poi recitato con il Papa il Padre Nostro e l'Ave Maria. Si respirava, ha riferito Lombardi, un clima di grande emozione.
A tutti i costi Francesco ha voluto inserire la visita alla favela nel suo programma. Come riportano i media, un modo per dimostrare il suo desiderio di stare vicino alle persone più povere e più sofferenti: portare una testimonianza diretta per far uscire la Chiesa dalle sue mura e stare vicino alla sua gente. La favela è un luogo dove c’è tanta povertà e che Francesco ha voluto toccare con le proprie mani per abbracciare tutte le realtà nella Giornata mondiale della Gioventù.
Il Papa tra gli ultimi delle favelas Varginha


Il Pontefice è salito su un palco improvvisato nel campo di calcio della Favela dove ha tenuto un discorso commovente, affettuoso e colmo di umanità, e nel quale ha parlato della grande ospitalità brasiliana.


Guarda il video

Al termine della visita alla favela di Varginha Francesco ha raggiunto la cattedrale di Rio, per incontrare i giovani argentini. L'appuntamento non era previsto ma è stato fortemente voluto da Bergoglio, desideroso d'incontrare i suoi connazionali. 
In 5mila, dopo aver trascorso la notte in basilica, hanno accolto l'ex arcivescovo di Buenos Aires, sventolando bandiere argentine e acclamando il pontefice.

venerdì 26 luglio 2013

GMG Rio2013 - ANGELUS / L'ORA DI MARIA

VIAGGIO APOSTOLICO A RIO DE JANEIRO
IN OCCASIONE DELLA XXVIII GIORNATA MONDIALE 
DELLA GIOVENTÙ

PAPA FRANCESCO
ANGELUS / L'ORA DI MARIA

Dal Balcone dell'Arcivescovado di Rio de Janeiro
Venerdì, 26 luglio 2013

Cari fratelli e amici, buongiorno!
Rendo grazie alla Divina Provvidenza per aver guidato i miei passi fin qui, alla Città di São Sebastião do Rio de Janeiro. Ringrazio di vero cuore Mons. Orani e anche voi per la calorosa accoglienza, con cui manifestate il vostro affetto verso il Successore di Pietro. Vorrei che il mio passaggio per questa città di Rio rinnovasse in tutti l'amore per Cristo e per la Chiesa, la gioia di essere uniti a Lui e di appartenere alla Chiesa e l'impegno di vivere e di testimoniare la fede.
Una bellissima espressione popolare della fede è la preghiera dell’Angelus [in Brasile, l’Ora di Maria]. E’ una preghiera semplice da recitarsi in tre momenti caratteristici della giornata che segnano il ritmo delle nostre attività quotidiane: al mattino, a mezzogiorno e al tramonto. Ma è una preghiera importante; invito tutti a recitarla con l’Ave Maria...

Guarda il video


GMG Rio2013 - Visita all'Ospedale São Francisco de Assis na Providência - V.O.T. (testi, foto e video)


GMG Rio2013
24/7/2013

Dopo il pellegrinaggio ad Aparecida Papa Francesco visita l'ospedale dedicato al Santo di Assisi e specializzato nel recupero dei ragazzi dipendenti dalla droga, una delle piaghe più drammatiche del Brasile.

È stato un incontro di abbracci e di carezze, un incrocio di sguardi che durerà tutta una vita, quello tra Papa Francesco e i malati dell’ospedale Sao Francisco de Assis na Providencia. I malati tutti in carrozzina accompagnati dal personale medico erano commossi fino alle lacrime, subito dopo il loro incontro con il Santo Padre. C’è chi è trapiantato di fegato, chi ha problemi con i reni, chi è completamente cieco ma, dice, “ho sentito così forte la vicinanza di Papa Francesco che è come se l’avessi visto”. Ed un altro: “Non ci siamo detti nulla. Mi ha accarezzato il viso ed ho sentito tutto il suo amore”. 
La piaga della droga. Ospedale Sao Francisco de Assis na Provedencia: un luogo di dolore ma anche di speranza, dove la gente qui lotta per guarire da una malattia o per uscire dal tunnel delle tossicodipendenze. Il Santo Padre è qui per benedire una nuova struttura per il recupero dei tossicodipendenti, piaga dilagante nel nuovo Brasile: le stime dell'Oms dicono che il 3 per cento della popolazione consuma crack. Ma la nuova deriva della droga qui in Brasile si chiama “oxi”: si presenta in una forma simile al crack, in piccole pietre, di colore però giallognole, e come il crack, si fuma. La differenza è che l'oxi è molto più economico del crack: una pietra di qualche grammo costa al massimo 5 reais, 2 euro. Quattro volte in meno rispetto al crack. “Chiediamo a Papa Francesco - dice padre Francisco Bellotti, direttore dell’Ospedale - di gridare ai giovani oppressi dalla vita e dai problemi: mai più droga e sempre e solo un sì deciso alla vita”. 
Oggi è un giorno speciale per l’Ospedale. Centinaia di persone si sono messe in fila sotto una pioggia battente ed hanno atteso il Papa cantando. Nella folla ci sono anche Maria Teresa e Ruggero Badano, i genitori di Chiara Luce, la ragazza morta a diciotto anni per un tumore osseo che è stata proclamata beata il 25 settembre 2010. E’ stata scelta da Benedetto XVI come una dei tredici intercessori della Gmg di Rio per la sua straordinaria capacità di affrontare il male con la forza dell’amore. Poi qualche minuto prima dell’arrivo del Papa, tra la folla è calato un profondo silenzio e le persone hanno cominciato a pregare l’Ave Maria. In questa atmosfera di gioia ma al tempo stesso di incredibile profondità di fede, è arrivato Papa Francesco. (fonte SIR)
Papa Francesco ascolta le esperienze di due ex tossicodipendenti.
Guarda il video

Ecco alcuni passaggi del discorso del Santo Padre:










Guarda il video

giovedì 25 luglio 2013

GMG Rio2013 - Santuario di Nostra Signora della Concezione Aparecida (testi, foto e video)


GMG Rio2013
24/7/2013


Tappa ad Aparecida del Papa per affidare alla “Madonnina nera” tanto cara ai brasiliani, il buon esito della Gmg e la vita del popolo latinoamericano. 

Il Papa ha dovuto raggiungere la città mariana prima in aereo e poi in elicottero a causa del maltempo. Nella notte due chilometri di fila per migliaia di pellegrini, che sfidando il maltempo si sono messi in coda per poter essere all’interno della Basilica per la Messa. 
Ad Aparecida, dove sta piovendo a dirotto, attendono il Papa circa 200 mila fedeli, è salito sulla jeep bianca non blindata e più volte ha fatto fermare il veicolo per salutare i fedeli e benedire e baciare i bambini. 
Il Santo Padre è stato accolto dall’arcivescovo, card. Raymundo Damasceno Assis, da alcune Autorità locali e poco dopo dal Rettore. 
Papa Francesco, giunto nel Santuario di Aparecida per celebrare la Messa con i vescovi della Provincia, si è soffermato brevemente nella Sala dei 12 Apostoli, dove è esposta l’immagine della Vergine Aparecida. 
Qui ha recitato questa breve preghiera: 
Madre Aparecida, come Te un giorno, così mi sento oggi davanti a te e a Dio, che ci propone per la vita una missione i cui contorni e limiti non conosciamo, le cui esigenze intravediamo appena. 
Ma, nella Tua fede grazie alla quale “nulla è impossibile a Dio”,Tu, o Madre, non hai esitato ed io non posso esitare.
C. Ecco la Serva del Signore. Avvenga per me secondo la tua parola
Così, o Te, come Te, io abbraccio la mia missione. Nelle tue mani pongo la mia vita, E andiamo, Tu-Madre ed Io-Figlio, a camminare insieme, credere insieme, lottare insieme, vincere insieme, come sempre insieme camminaste Tu e Tuo Figlio.
C. Donna, ecco tuo figlio! Figlio, ecco tua Madre!
Madre Aparecida, un giorno portasti Tuo Figlio al tempio per consacrarlo al Padre perché fosse totalmente disponibile alla missione. Portami oggi dallo stesso Padre, consacrami a Lui con tutto quello che sono e con tutto quello che ho.
C. Sono qui! Inviami!
Madre Aparecida, pongo nelle Tue mani e porto al Padre i nostri e Tuoi giovani, la Giornata Mondiale della Gioventù: quanta forza, quanta vita, e quanto dinamismo che germoglia ed esplode e che può essere al servizio della vita, dell’umanità.
C. Accogli e santifica, o Padre, la Tua gioventù!
Infine, Madre, ti chiediamo: rimani qui, accogli sempre i Tuoi figli e figlie pellegrini, ma vieni anche con noi, stai sempre al nostro fianco ed accompagna nella missione la grande famiglia di fedeli, soprattutto quando la Croce pesa di più, sostieni la nostra speranza e la nostra fede. 
C. Sii fedele fino alla morte ed io ti darò la corona della vita! Amen
Guarda il video

In silenzio, con lo sguardo fisso sulla piccola statua di terracotta è rimasto in preghiera silenziosa. Il Papa ha poi deposto ai piedi della Madre di Cristo un mazzo di fiori.
Dopo la preghiera alla Vergine nel santuario di Aparecida il Papa si è ritirato in sagrestia per prepararsi alla celebrazione eucaristica iniziata attorno alle ore 11.10 nella Basilica. Il cardinale Assis ha introdotto la Messa dando il benvenuto al Santo Padre e offrendogli una riproduzione della statua della Santa Vergine e un calice. Si è rivolto con affetto al Pontefice augurandogli di testimoniare autenticamente l’amore del Vangelo, l’amore ai poveri.
Ecco alcuni passaggi del discorso del Santo Padre:








Leggi il testo integrale dell' OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Guarda il video


Al termine della Messa, Papa Francesco ha consacrato il suo Pontificato a Nostra Signora Aparecida. 
Questo il testo della preghiera di consacrazione:
O Maria Santissima, per merito di Nostro Signore Gesù Cristo, nella Tua amata immagine di Aparecida, spargi innumerevoli benefici su tutto il Brasile. Io, anche se indegno di far parte dei Tuoi figli e figlie, ma pieno di desiderio di partecipare dei benefici della Tua misericordia, prostrato ai Tuoi piedi, ti consacro la mia mente, perché pensi sempre all’amore che meriti; ti consacro la mia lingua perché sempre Ti lodi e diffonda la Tua devozione; ti consacro il mio cuore perché, dopo Dio, Ti ami sopra ogni cosa. Accoglimi, o Regina incomparabile, Tu che Cristo Crocifisso ci ha donato per Madre, nel beato numero dei tuoi figli e figlie; accoglimi sotto la tua protezione, soccorrimi in tutte le mie necessità spirituali e temporali, soprattutto nell’ora della mia morte. 
Benedicimi, o Cooperatrice Celeste, e con tutta la tua potente intercessione, rinfrancami nelle mie debolezze affinché, servendoTi fedelmente in questa vita, io possa lodarTi, amarTi e renderTi grazie in cielo, per l’eternità. E così sia!

Un fragoroso e gioioso applauso ha salutato la benedizione finale impartita dal Santo Padre. 
Il Pontefice ha abbandonato l’altare dove è avvenuta la celebrazione stringendo tra le braccia la statua della Madonna donatale all’inizio della Messa e si è intrattenuto per alcuni minuti a salutare i fedeli raccolti nella chiesa con una particolare attenzione per i disabili sistemati nelle prime file. 
Papa Bergoglio ha rivolto un saluto anche ai rappresentanti di altre confessioni cristiane e religiose tra le quali quella ebraica e islamica.
Il Santo Padre si è poi affacciato dal balcone del santuario percorrendolo più volte per permettere a tutti di vederlo. 
Il Papa ha detto: “Fratelli e sorelle, io non parlo portoghese, devo parlare spagnolo, perdonatemi. Perdonatemi, il mio cuore ringrazia, che la Madonna di Aparecida benedica tutte le vostre famiglie, e la vostra patria”. Sua Santità scherza, vuole vedere se la folla riesce a comprenderlo e chiede: “una madre si può dimenticare dei suoi figli?”. La folla risponde: “Noooo”. “Bravi – risponde il Santo Padre – allora capite!”. Prima di lasciare il balcone afferma: “Pregate per me e che Dio vi benedica… Ora me ne vado e vi saluto”. 
Il Papa ha lasciato la piazza mentre migliaia di persone acclamavano il suo nome: “viva Papa Francesco!”
Guarda il video

Guarda anche i nostri precedenti post:

GMG Rio2013 - La partenza, il viaggio in aereo e l'incontro con i giornalisti (testi, foto e video)