Benvenuto a chiunque è alla "ricerca di senso nel quotidiano"



domenica 25 gennaio 2015

Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 18-25 gennaio 2015 “Dammi un po’ d’acqua da bere” (Giovanni 4, 7) - OTTAVO GIORNO

Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani
18-25 gennaio 2015

“Dammi un po’ d’acqua da bere”
(Giovanni 4, 7)

La proposta di preghiera e di riflessione che in questa Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ci arriva dal Brasile, e per la quale siamo riconoscenti ai nostri fratelli che testimoniano la fede al di là dell’Oceano, ci porta quest’anno a sederci tutti attorno al pozzo di Giacobbe: forse affaticati per il viaggio, come Gesù, forse incuriositi, turbati, ma anche aperti alla conoscenza di quell’uomo capace di un discorso chiaro e profondo, così come succede alla donna di Samaria. È l’evangelista Giovanni a presentarci questo racconto (4,1-42), che costituisce il tema di fondo di quest’anno.


LETTURE BIBLICHE E COMMENTO
PER OGNI GIORNO DELLA SETTIMANA

VIII GIORNO

TESTIMONIANZA: Molti credettero in Gesù per la testimonianza della donna (Giovanni 4, 39-40)

Esodo 3, 13-15 Mosè al roveto ardente

Mosè rispose a Dio: — Ecco, quando andrò dagli Israeliti e dirò loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato da voi, essi mi chiederanno: «Qual è il suo nome?». E io che cosa dovrò rispondere? E Dio disse a Mosè: — Sono chi sono! Poi soggiunse: — Cosi dovrai rispondere agli Israeliti: Il Dio che si chiama «Io-Sono» mi ha mandato da voi. Infine Dio ordino a Mosè: — Tu dovrai dire agli Israeliti: il Signore, Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe mi ha mandato da voi. Questo è il mio nome per sempre e in questo modo voglio essere ricordato dalle generazioni future.

Salmo 30 [29], 1-13 Il Signore ci riporta alla vita

Canto per l’inaugurazione del tempio. Salmo di Davide.

Ti esalto, Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei nemici
di godere delle mie sventure.
Signore, mio Dio, ho gridato e tu mi hai guarito.
Mi hai sottratto al regno dei morti, hai salvato la mia vita dalla tomba.
Cantate al Signore, voi suoi fedeli, lodatelo ricordando che egli è santo.
La sua ira dura un istante, la sua bontà tutta una vita.
Se la sera siamo in lacrime,
al mattino ritorna la gioia.
Stavo bene e pensavo: «Non corro alcun pericolo».
Tu sei stato buono con me,
mi hai reso stabile come una montagna;
ma quando mi hai nascosto
il tuo sguardo, la paura mi ha preso.
A te, Signore, ho gridato, a te ho chiesto pietà:
Se muoio e finisco nella tomba,
che vantaggio ne avrai?
I morti non possono più lodarti,
non proclamano la tua fedeltà.
Ascoltami, Signore, abbi pietà,
Signore, vieni in mio aiuto.
Hai cambiato il mio pianto in una danza,
l’abito di lutto in un vestito di festa.
Senza mai tacere, io ti loderò, Signore,
per sempre, mio Dio, ti voglio celebrare.

Romani 10, 14-17 “Che gioia quando arrivano quelli che portano buone notizie!”

Ma come potranno invocare il Signore, se non hanno creduto? E come potranno credere in lui, se non ne hanno sentito parlare? E come ne sentiranno parlare, se nessuno lo annunzia? E chi lo annunzierà, se nessuno è inviato a questo scopo? Come dice la Bibbia: Che gioia quando arrivano quelli che portano buone notizie! Ma non tutti hanno ubbidito alla parola del Signore. Lo dice Isaia: Signore, chi ha creduto al nostro annunzio? La fede dipende dall’ascolto della predicazione, ma l’ascolto è possibile se c’è chi predica Cristo.

Giovanni 4, 27-30.39-40 Molti credettero in Gesù per la testimonianza della donna

A questo punto giunsero i discepoli di Gesù. Videro che parlava con una donna, e si meravigliarono. Nessuno però gli disse: «Che vuoi?» o: «Perché parli con lei?». Intanto la donna aveva lasciato la brocca dell’acqua ed era tornata in città a dire alla gente: «Venite a vedere: c’è uno che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Non sarà per caso il Messia?». La gente allora usci dalla città, e andò verso il pozzo dove c’era Gesù. […] La donna samaritana, intanto, raccontava che Gesù aveva saputo dirle tutto quello che lei aveva fatto; per questo, molti abitanti di quella città della Samaria cedettero in Gesù. I Samaritani dunque andarono a cercarlo e lo pregarono di rimanere con loro, e Gesù restò due giorni in quella città.

Commento

Trasformata nel cuore, la donna samaritana va in missione. Annuncia al suo popolo che ha trovato il Messia. Molti credettero in Gesù a motivo della testimonianza della donna (cfr. Gv 4, 39).
La forza della sua testimonianza nasce dalla trasformazione della sua vita determinata dall’incontro con Gesù. Grazie al suo atteggiamento di apertura, ella ha potuto riconoscere in quello straniero “una sorgente che dà la vita eterna” (Gv 4, 14).
La missione è un elemento chiave della fede cristiana. Ogni cristiano è chiamato ad annunciare il nome del Signore. Papa Francesco ha detto ai missionari: “Ovunque andiate, vi farà bene pensare che lo Spirito di Dio ci precede sempre, è lì prima di noi”. La missione non è proselitismo. Coloro che annunciano Gesù sinceramente, avvicinano l’altro in un dialogo di amore, aperto all’apprendimento reciproco e al rispetto delle differenze. La nostra missione richiede di imparare a bere dall’acqua viva senza possedere il pozzo. Noi non possediamo il pozzo, ma piuttosto, attingiamo da esso la vita, dal pozzo dell’acqua viva che è data da Cristo.
La nostra missione deve essere un’opera sia di parole che di testimonianza. Sforziamoci di vivere ciò che proclamiamo. L’anziano Arcivescovo brasiliano Helder Camara una volta disse che molti sono diventati atei perché sono stati delusi da persone di fede che non vivevano ciò che predicavano. La testimonianza della donna samaritana portò la sua comunità a credere in Gesù perché i suoi fratelli e le sue sorelle videro la coerenza fra le sue parole e la sua trasformazione. 
Se le nostre parole e la nostra testimonianza sono autentiche, il mondo ascolterà e crederà: “E come potranno credere in lui, se non ne hanno sentito parlare?” (Rm 10, 15).

Domande per la riflessione personale

1. Quale relazione c’è fra unità e missione?
2. Conosci persone, nella tua comunità, la cui storia di vita è una testimonianza di unità?

Preghiera

O Dio, sorgente d’acqua viva,
rendici testimoni dell’unità sia con le nostre parole che con la nostra vita.
Aiutaci a comprendere che non siamo noi i padroni del pozzo,
e donaci la saggezza di accogliere la stessa grazia gli uni negli altri.
Trasforma i nostri cuori e le nostre vite
affinché possiamo essere autentici portatori dell’evangelo.
Conducici sempre all’incontro con l’altro, come all’incontro con te.
Te lo chiediamo nel nome del tuo Figlio Gesù Cristo, nell’unità dello Spirito Santo.

Amen


Leggi tutto: La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani e per tutto l’anno 2015 “Dammi un po’ d’acqua da bere” (Giovanni 4, 7)