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sabato 9 gennaio 2016

Teresa d’Avila mistagoga: l’arte di accompagnare all’esperienza di Dio di p. Gregorio Battaglia (VIDEO INTEGRALE)

Teresa d’Avila mistagoga: 
l’arte di accompagnare all’esperienza di Dio 
di p. Gregorio Battaglia, ocarm 
(VIDEO INTEGRALE)


25.11.2015 - incontro inserito nell'ambito dei

I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ 2015
S. TERESA D’AVILA 
DONNA IN CAMMINO CON DIO
Nel V Centenario della nascita (1515-2015)

promossi dalla Fraternità Carmelitana



1. Vita cristiana e mistagogia
Nel nostro riflettere sulla vita cristiana difficilmente ricorre il termine “mistero” ed anche nel linguaggio liturgico non è molto richiamata la frase: “celebrando i santi misteri”. Eppure questo termine è proprio quello che più di tutti ci aiuta a meglio comprendere il senso e la novità della vita cristiana. Nei primi secoli della Chiesa si dedicava una cura particolare verso quei fedeli che avendo ricevuto il battesimo necessitavano di essere introdotti nel “mistero” celebrato. Tutto questo andava sotto il nome di “mistagogia”.
Bisogna subito dire che il termine “mistagogia” ha ripreso a circolare tra i credenti soltanto dopo il Concilio Vaticano II, soprattutto per l’avvertito bisogno di tornare a parlare all’interno delle comunità cristiane di una vera “iniziazione cristiana”. Essa, cioè, è da intendersi come un processo di interiorizzazione dell’azione “misteriosa”, ma reale, che il Signore continua ad operare nella vita di ogni credente, che si è aperto, nella fede, all’accoglienza della “buona notizia”.
Nel 1978 la Conferenza Episcopale Italiana ha pubblicato in italiano il nuovo “Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti” (RICA) e nelle premesse al “RICA” viene detto che esso «riguarda direttamente coloro che non sono stati battezzati e che sono mossi dallo Spirito Santo ad aprire il cuore alla fede; ma interessa anche coloro che, pur battezzati, non hanno ricevuto alcuna educazione né catechistica, né sacramentale» (p. XI).
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La vita cristiana, del resto, non può essere ridotta ad un compendio di norme morali e di pratiche religiose da adempiere con una certa puntigliosità, come se tutto dovesse dipendere dal soggetto umano, prescindendo dall’azione, che lo Spirito Santo esercita nella vita del credente. Essa è, invece, da intendersi, grazie all’azione dello Spirito, come un progressivo inserimento nel mistero (= progetto) di Cristo, il nuovo Adamo, paradigma di un’umanità ricreata.
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Teresa ha ben sperimentato nella propria vita quanto sia necessario e vitale coltivare la propria relazione con il Signore Gesù, con la sua umanità e con la sua parola. La vita nuova ricevuta nel battesimo e alimentata dalla partecipazione eucaristica deve poter trovare degli spazi personali, dove poter meglio interiorizzare e vivere in profondità la relazione con il proprio Signore e tutto questo per lei è reso possibile dallo spazio della preghiera, da intendersi come un ascolto ed allo stesso tempo come un parlare con l’Amico.

Bisogna riconoscere che il mancato accompagnamento mistagogico provoca in tante persone, che si dicono cristiane, una specie di riduzione del cristianesimo ad un pacchetto di norme morali da osservare o ad un complesso di pratiche religiose da adempiere con la speranza di ricevere in dono l’entrata nel paradiso. Sono pochi quei cristiani, che giungono a prendere chiara coscienza della loro condizione di “figli”, grazie a quel legame che il battesimo ha realizzato tra loro e Cristo Gesù Signore.

Coloro, che maturano in sé la coscienza di sentirsi in Gesù “figli” del Padre celeste, iniziano a prendere coscienza che vivere di fede significa, innanzitutto, aprirsi a questa relazione di comunione con Cristo ed in Lui con tutta la Santa Trinità. Essi sono portati a scoprire che la vita cristiana prima di essere un codice di comportamento è, soprattutto, relazione da vivere con quel Dio, che in Gesù, si è presentato come “comunione di Persone” e che in Lui ci invita a partecipare di questa stessa comunione. Annota Herraiz: «La breve e densa consegna teresiana in vista della formazione dell’uomo nuovo, di un io relazionale, amico, sta in questa affermazione: la verità ti farà libero per amare»
Se c’è una passione in Teresa è proprio quella di coinvolgere altri in questa esperienza di comunione con il Dio, che non è soltanto Uno ed Unico, ma si è rivelato come mistero di comunione, che coinvolge le Tre persone Trinitarie in una danza di dono e di accoglienza e che a sua volta desidera coinvolgere la creatura umana in questo cerchio dell’amore. 
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